Eruzione 2006 e variazioni morfologiche dovute all’attività eruttiva del Cratere di sudest
L’eruzione del 2006 la si può dividerein due fasi una prima fase di attività esplosiva non dal Cratere di sudest ma da una bocca alla base orientale ed un’altra fase di notevole importanza dal punto di vista morfologico per le variazioni avvenute in breve tempo Alle 23:00 del 14 Luglio del 2006 si apriva una nuova fessura eruttiva sul fianco orientale del cono del Cratere di sudest sotto la depressione che caratterizza questo fianco sin da Ottobre 2004. Sulla fessura allineata con la fessura del 2004 (ONO – ESE) lunga 145 m si sono impostate due bocche intorno a quota 3.000 e 3.050 m.s.l.m. Inizialmente da queste due bocche fuoriescono due flussi lavici senza presenza di attività esplosiva, la colata avanzava molto lentamente con un velocità iniziale di 0.55m/s (Bollettini INGV-CT). Alle 06:30 si apre una nuova bocca in cima alla fessura, questa inizialmente era caratterizzata da emissione di cenere che si evolveva ad attività stromboliana i cui brandelli di lava arrivano ad un altezza massima di 200 metri ricadendo in prossimità della bocca stessa. I flussi lavici emessi con un tasso di effusione di 4 m3/s (Bollettini INGV-CT) si uniscono in prossimità della base del Cratere di sudest in un unico flusso che si dirige in Valle del Bove.
Giorno 16 Luglio la colata emessa dalle bocche arrivava a quota 2.400 m.s.l.m. a nord di Serra Giannicola Piccola con un tasso di effusione di 2.6 m3/s (Bollettini INGV-CT) .
Giorno 17 Luglio la colata arrivava a quota 2.100 .m.s.l.m. con una lunghezza pari a 2.2 km, e si registrava un aumento del tasso di effusione che era di 3.9 m3/s (Bollettini INGV-CT) l’attività alla bocca esplosiva di quota 3.100 m.s.l.m. era in leggero aumento, i boati si udivano dal rifugio Sapienza e già si poteva notare la crescita del cinder cone. Durante l’attività esplosiva del cono di 3.100 m.s.l.m. si notavano dei cedimenti di parte del fianco al di sopra della bocca ed anche del nuovo cono di scorie molto instabile. Giorno 19 Luglio in serata, si apriva una nuova bocca grazie al cedimento dell’orlo inferiore del conetto , questa nuova bocca era caratterizzata da espulsione di cenere, si notava anche un rigonfiamento del flusso lavico che superava gli argini.

Giorno 20 Luglio il tasso di effusione è stato stimato a circa 8 m3/s (Bollettini INGV-CT) edè stata osservata la presenza di tre bocche esplosive all’interno del nuovo conetto. La colata avanzava lentamente assumeva un andamento articolato lungo la parete Ovest della Valle del Bove, la quota raggiunta dal fronte più avanzato era 1.800 m.s.l.m. in corrispondenza deiMonti Centenari. Giorno 22 Luglio una nuova colata era stata emessa dalle due bocche effusive sul fianco orientale del Cratere di sudest questa colata scorreva parallelamente a Sud rispetto alla precedente, avanzava molto lentamente con un tasso di effusione stimato a 4 m3/s (Bollettini INGV-CT). L’attività esplosiva si esaurisce giorno 23 Luglio ove era possibile udire gli sporadici boati di bassa intensità, rispetto ai precedenti si aveva anche un graduale esaurimento dell’attività effusiva. Si poteva ormai dire che l’attività eruttiva che aveva interessato questi giorni il Cratere di sudest era ormai terminata, mentre attività stromboliana profonda era stata osservata durante dei sopraluoghi al Cratere di nordest, ove si sono ritrovati dei lapilli freschi giorno 26 luglio e da analisi condotte dall’INGV-CT risultavano avere composi-zione simile a quelli eruttati dalla bocca esplosiva sul fianco orientale del Cratere di sudest, l’area sommitale era caratterizzata dalla degassazione che risiedeva già prima dell’eruzione.

Il conetto di quota 3.100 m.s.l.m. iniziava a collassare per effetto sia del drenaggio del magma sia per condizione di instabilità morfologica. Il 26 Agosto si notava sulla parte interna più a Ovest un innalzamento delle temperature ed un aumento della concentrazione dei gas nelle fumarole che erano concentrate sulla medesima parte, sulla parete Est interna risiedeva ancorala neve. L’attività eruttiva del Cratere di sudest riprende la mattina (ore 06:15) del 31 Agosto, circa un mese dopo l’ultimo evento, l’attività eruttiva intracraterica consisteva in una modesta attività stromboliana con lapilli che riuscivano a superare di poco l’orlo craterico. La sera di giorno 4 Settembre a causa del crollo di parte del setto che separava l’orlo craterico dalla depressione orientale del cono del cratere, si è avuto un trabocco lavico, si formava una cascata di lava la quale riempiva la stessa depressione. Giorno 07 Settembre la colata riesce a traboccare dalla depressione e debolmente alimentata arrivava sino a quota 2.850 m.s.l.m. riempiendo anche il conetto dell’evento eruttivo precedente. Il trabocco lavico esercita una pressione sul setto roccioso che divide il cratere dalla depressione distrugendolo mentre continui crolli si verificavano al perimetro di tale depressione aumentandone le proprie dimensioni e modificando di molto l’aspetto morfologico del fianco orientale del cono del Cratere di sudest. Nel pomeriggio di giorno 10 Settembre si osservava cenere prodotta dal crollo del setto roccioso, questo nei giorni precedenti era stato interassato da un trabocco lavico, la lava ha esercitato una maggiore pressione causando il crollo dello stesso, inoltre si mafestava l’attività stromboliana con prodotti che raggiungevano i 300 metri di altezza, mentre non risultava più essere alimentato il flusso lavico dei precedenti giorni. Giorno 21 Settembre si verificava un altro evento di emissione di cenere al Cratere di sudest che avveniva a più riprese, giorno 23 Settembre aumentava l’attività stromboliana sino alla mattinata del 27 Settembre quando terminò l’attività eruttiva al Cratere di sudest sia esplosiva che effusiva, si osservavano solo modeste emissioni di cenere dovuta a piccole esplosioni che causavano crolli.
Nella serata di giorno 3 Ottobre riprendeva l’attività stromboliana con lanci di materiale piroclastico che superavano l’orlo craterico per un altezza di 100 metri ma ricadevano all’interno del cratere stesso. All’interno del cratere si creava un cono di scorie che crollava parzialmente poichè instabile, in questo giorno si verificava un trabocco lavico dall’orlo craterico con lava che si riversava all’interno della depressione orientale generando dei crolli, la colata avanzava molto lentamente in direzione Est sovrapponendosi alle precedenti. Quest’attività iniziata giorno 3 Ottobre si stabilizzava giorno 4 Ottobre per avviarsi ad una conclusione giorno 5 Ottobre. L’attività stromboliana riprende nella serata di giorno 10 Ottobre ed aumentava di intensità proggressivamente , si registrava anche un aumento del flusso lavico, i lanci di materiale sempre più continui nelle prime ore del giorno 11 Ottobre ricadevano fuori dall’orlo craterico ed all’interno della depressione. Alle 00:28 di giorno 13 Ottobre si apriva una bocca effusiva alla base Sud-Est del cono del Cratere di sudest senza essere accompagnata da nessun altra attività, il flusso lavico aveva una buona alimentazioneNei succesivi giorni grazie all’attività di spattering si formava un hornito principale dal quale si aveva un degassazione consistente con temperature intorno ai 500°C, i lanci dei brandelli lavici rimanevano confinati intorno all’hornito accrescendo così la sua base, a Est dell’hornito il flusso lavico il cui tasso di emissione variava da 1 a 3 m3/s (Bollettini INGVCT), e lo si poteva osservare anche visivamente grazie all’improvviso abbassamento del livello della lava all’interno del canale. In figura 57 con la lettera A è contrassegnata la frattura sede di attività fumarolica, con B l’hornito più grande dalla quale fuoriuscivano gas ad alta temperatura e con C il flusso lavico diretto in Valle del Bove.
In questi giorni il Cratere di sudest non era caratterizzato da nessuna attività, solo la presenza di fumarole al cratere e alla depressione come si vede in figura 58, questa situazione permaneva sino alla mattina di giorno 20 Ottobre quando rimprendeva al Cratere di sudest l’attività stromboliana, dopo circa 3 giorni ed in serata si registravano emissione di cenere dovuta a crolli causati dall’attività esplosiva in diminuzione ma ancora con un tasso effusivo stimato 3 m3/s (INGV-CT), nella zona circostante la nuova bocca, erano presenti fratture beanti. Dalla base orientale del cono di sudest si estendeva un sistema di fratture sino a quota 2.800 m.s.l.m, tale sistema di fratture in prima approsimazione presenta fratture con orientazione E-O ed N-S. In figura 56 vi è un esempio di fratture lontane dall’hornito di quota 2.800 m.s.l.m. ma si vede che queste non manifestano nessuna attività fumarolica, mentre quelle più vicino alla bocca sono sede di attività fumarolica e presenza di sublimati (vedifig.55).
 Nei succesivi giorni grazie all’attività di spattering si formava un hornito principale dal quale si aveva un degassazione consistente con temperature intorno ai 500°C, i lanci dei brandelli lavici rimanevano confinati intorno all’hornito accrescendo così la sua base, a Est dell’hornito il flusso lavico il cui tasso di emissione variava da 1 a 3 m3/s (Bollettini INGVCT), e lo si poteva osservare anche visivamente grazie all’improvviso abbassamento del livello della lava all’interno del canale. In figura 57 con la lettera A è contrassegnata la frattura sede di attività fumarolica, con B l’hornito più grande dalla quale fuoriuscivano gas ad alta temperatura e con C il flusso lavico diretto in Valle del Bove. In questi giorni il Cratere di sudest non era caratterizzato da nessuna attività, solo la presenza di fumarole al cratere e alla depressione come si vede in figura 58, questa situazione permaneva sino alla mattina di giorno 20 Ottobre quando rimprendeva al Cratere di sudest l’attività stromboliana, dopo circa 3 giorni ed in serata si registravano emissione di cenere dovuta a crolli causati dall’attività esplosiva in diminuzione ma ancora presente. Alle 18:50 dello stesso giorno una nuova colata veniva emessa dal fianco meridionale del cono di sudest con una colata in direzione TDF (Torre del Filosofo 2.920 m.s.l.m.).

Giorno 25 Ottobre in serata iniziava una nuova fase stromboliana al Cratere di sudest, nelle prime ore di giorno 26 Ottobre la frattura eruttiva su fianco dello stesso si presentava inattiva, mentre fuoriusciva un nuovo flusso lavico da una nuova fessura eruttiva apertasi (circa alle ore 03:30) alla base meridionale della Bocca Nuova. Il fianco appare tutto fratturato con fessure curve verso il basso così come mostra la figura 59. L’alimentazione di quest’ultima fessura si esauriva nella tarda serata di giorno 26 Ottobre, mentre l’attività effusiva di quota 2.800 m.s.l.m. prosegue , il fronte lavico si trovava intorno a quota 1.900 m.s.l.m in prossimità dei Monti Centenari. La colata subito a valle dell’hornito scorre all’interno di un tunnellavico, (figura 60).
Il Cratere di sudest invece era caratterizzato da emissione di cenere di colore grigio-bruna dovutaessenzialmente ai ripetuti fenomeni di crollo che stavano caratterizzando questo cratere in queste fasi di eruzione. Alle ore 03:00 circa, del giorno 28 Ottobre riprendeva nuovamente l’attività effusiva della bocca di quota 3.050 m.s.l.m., senza nessuna attività esplosiva localizzata ai Crateri sommitali se non una debole attività stromboliana, con un piccola emissione di cenere localizzata al Cratere di sudest (vedi figura 61) che si intesificava durante la giornata con una colonna di cenere che arrivava sino a 4.000 metri di quota, mentre l’attività esplosiva al Cratere di sudest diminuiva progressivamente sino ad essere assente nel pomeriggio del 30 Ottobre. Per quanto riguarda l’attività effusiva, il fronte lavico della colata emessa da quota 3.050 m.s.l.m. giorno 03 Novembre si trovava in prossimità di quota 2.200 m.s.l.m. mantenendo la direzione Sud- Ovest., tuttavia l’alimentazione di questa colata diminuisce progressivamente sino al 5 Novembre, mentre rimaneva piuttosto costante il flusso lavico di quota 2.800 m.s.l.m. Il 6 Novembre alle 21:45 si manifestava un intensa attività esplosiva al Cratere di sudest che si esauriva intorno alle ore 23:00. Come si è potuto osservare gli episodi di attività parrossistica al Cratere di sudest sono generalmente preannunciati dall’aumento del tremore vulcanico, la durata degli eventi sembra essere diminuita, nelle prime fasi dell’eruzione gli eventi duravano giorni poi si esaurivano nell’arco delle 24 ore e in queste fasi di questo periodo gli eventi si esauriscono in poche ore.
Nella giornata dell’8 Novembre il Cratere di sudest manifestava emissione di cenere , mentre l’hornito di quota 2.800 m.s.l.m. era caratterizzato da attività di spattering e la colata emessa da quota 3.050 m.s.l.m. sembrava essere non più alimentata mentre in tardo pomeriggio si aveva un intesificazione dell’attività sia esplosiva che effusiva con l’apertura di una nuova fessura sulla sella tra il Cratere di sudest e il Cratere Centrale come mostra la figura 62. Giorno 10 Novembre alle ore 22:00 si manifestava un evento esplosivo confinato all’interno del Cratere di sudest il quale continuava sino alla mattina del giorno successivo con il flusso lavico di quota 3.050 m.s.l.m. ben alimentato.
Un altro consistente evento esplosivo riprendeva nella mattinata di giorno 16 Novembre quando la rete sismica dell’INGV-CT registravaalle ore 04:00 un aumento del tremore ed al Cratere di sudest si manivestava un intensa attività esplosiva di tipo stromboliana con emissione di cenere dovuta ad una serie di crolli della porzione sommitale meridionale del cono stesso, questi crolli innalzavano cenere bruna che scendeva lungo il versante, mentre la lava usciva in maniera vigorosa dalla frattura sul fianco meridionale, la quale si andava sempre più a delimitare sino ad una propagazione verso Est intorno le ore 15:25. La frattura si propagava sino ad intersecare un livello poco profondo del magma (sicuramente lo stesso che alimenta l’hornito più a valle) in tale punto si aveva un’esplosione freatomagmatica dovuta al contatto con l’acqua presente nel suolo la quale con l’apertura della frattura veniva messa a contatto con il magma ed il punto in cui il la frattura interseca il magma è testimoniato dall’esplosione più intensa che è possibile vedere in figura 63. Dopo l’esplosione si generava in maniera quasi istantanea un flusso piroclastico, considerato un evento eccezionale sull’Etna,  a causa della elevata densità del materiale espulso (cenere e blocchi litici) esso collasava subito e contemporaneamente un crollo si aveva a monte per cui si formava questo flusso piroclastico precedutoda vapore aqueo poi cenere di colore grigio e cenere di colore bruno, il flusso piroclastico si era incanalato e scendeva in direzione Est, l’energia delle esplosioni andava diminuendo sino a scomparire del tutto intorno alle ore 18:40 dello stesso giorno.
Dopo questo evento continuavano per tutta la serata i crolli alla frattura meridionale sul cono del Cratere di sudest con un intensa attività effusiva, dalla figura 64 si può osservare come la lava traboccava dall’orlo craterico e dalla frattura contemporaneamente all’attività stromboliana in sommità la quale però andava esaurendosi, nella stessa giornata era ripresa una debole attività effusiva anche alla bocca di quota 3.050 m.s.l.m. con un flusso lavico che arrivò alla quota del cono del 1971, un altra attività effusiva, di modesta entità, era localizzata in corrispondenza della frattura apertasi nel primo pomeriggio. Il 19 Novembre riprendeva alle ore 05:00 l'attività stromboliana attravereso le due bocche al Cratere di sudest, la colata emessa da quota 2.800 m.s.l.m continuava ad essere ben alimentata e continuava l'attività effusiva dalla bocca apertasi in corrispondenza della frattura del 16 Novembre e si riattiva anche la colata di quota 3.050 m.s.l.m. mentre emissioni di cenere venivano osservate dalla depressione orientale. Il 20 Novembre cessarano tutte le attività e permaneva soltanto la colata dell'hornito di 2.800 m.s.l.m. che si riversava a ventaglio in Valle del Bove, mentre l'attività parrosistica al Cratere di sudest riprendeva nella tarda mattinata del 21 Novembre. Una forte emissione di cenere caratterizza la mattinata del 24 Novembre con una colonna alta 5.000 metri con fontane alte circa 300 metri dall'orlo, una nuova colata partiva dalla parte alta della frattura del 16 Novembre e ben alimentata risulatava essere anche la colata dell'hornito. Nella serata di giorno 26 Novembre si verificano esplosioni al nuovo punto di emissionedel Cratere di sudest localizzato alla base orientale, l'attività da questa bocca riprende il 29 Novembre in concomitanza all'attività di tipo stromboliano vi era anche emissione di una colonna di cenere, la colata emessa dalla bocca di quota 2.800 m.s.l.m. continua ad alimentare i flussi lavici che si riversano in Valle del Bove. Nella mattinata dell' 1 Dicembre il Cratere di sudest dalla medesima attività esplosiva, con un pennacchio di cenere che si disperdeva sui versanti alti dell'Etna, e dalla nuova frattura apertasi la notte del 30 Novembre fuoriusciva un flusso lavico ben alimentato. Il 3 Dicembre si evidenziavano due bocche attive al Cratere di sudest una situata nella parte alta sul fianco orientale caratterizzata da espulsione di un plume di cenere fine poco denso, l'altra più in basso caratterizzata da una debole attività di tipo stromboliana. La bocca impostata sulla frattura di quota 3.100 m.s.l.m. è cartterizzata da una continua attività di tipo stromboliano. Come si vede dalla figura 67, giorno 4 Dicembre contiunua una debole emissione di cenere dalla bocca posta sul fianco orientale del Cratere di sudest, rimangono ancora inattive le bocche di 3.180 m.s.l.m. e 3.050 m.s.l.m. nella parte occidentale del Cratere di sudest, continua l'emissione della bocca, del 1 Dicembre, a quota 3.100 m.s.l.m. sul fianco orientale la quale si affianca a quella dell'hornito di quota 2.800 m.s.l.m. L'attività della bocca esplosiva che sta caratterizzando q uesti giorni di eruzione permaneva, in maniera meno vistosa anche il giorno 6 Dicembre con una debole attività stromboliana. Tra la notte dell'11 e 12 Dicembre riprende l'attività eurttiva con esplosioni di tipo stromboliano alla bocca sul fianco orientale ed un cospicuo flusso dalla bocca di quota 2.800 m.s.l.m. Nella mattina del 13 Dicembre tra le ore 07:52 e 08:15 si sono registrati, alla rete sismica dell'INGV-CT, 20 eventi sismo-vulcanici ed in concomitanza di tali eventi si verificava una nuova emissione di cenere dalla bocca sul fianco orientale del Cratere di sudest. Dal 15 Dicembre non si ha più nessun tipo di attività eruttiva, il tremore vulcanico si stabilizzava su livelli bassi, tutti i flussi emessi dalle varie bocche erano ormai inattivi, per cui si poteva affermare che la seconda fase dell'evento eruttivo 2006 si esaurisce giorno 15 Dicembre.
L'eruzione estiva del Monte Etna del 2006, costuisce un evento importante sia per la riattivazione del Cratere di sudest, inattivo dal 2001, sia per i vari fenomeni eruttivi come la generazione del flusso piroclastico del giorno 16 Novembre. Questa eruzione ha modificato notevolmente la morfologia del Cratere di sudest, sia sul fianco orientale sia sul fianco occidentale. La prima fase dell'eruzione iniziata il 14 Luglio 2006 è finita sempre nello stesso mese aveva modificato il versante orientale del cratere con la formazione di un cono di scorie alla quota di 3.100 m.s.l.m. circa, le maggiori variazioni morfologiche sono avvenute durante la seconda fase, sul lato orientale sia ha la presenza di una frattura che confina con quello che era la depressione orientale, che aveva caratterizzato questo versante prima dell'eruzione, la quale è riempita da colate soprapposte che scendono lungo il fianco dando una forma a "rampa", come è possibile osservare in figura 69 e 70. Inoltre spostandoci sul versante nordorientale del cratere, in corrispondenza della depressione ("Bocca Secondaria") alla base vi è un pitcrater (quota 2980 m.s.l.m. circa) allungato in direzione Est-Ovest di circa 108 metri e di 54 metri circa in direzione Nord-Sud (vedi figura 68), a quota 2970 m.s.l.m poco sotto questo pit-crater vi è una frattura con direzione Nord-Sud.
Il versante occidentale del Cratere di sudest è caratterizzato da una frattura con direzione Est-Ovest (F1 in figura 71) che dall'orlo segna tutto il fianco scendendo sino alla sella tra lo stesso cratere ed il Cratere centrale, si evidenzia anche un crollo di parte dell'orlo craterico in corispondenza di questa fessura, abbassando la quota in quel punto di circa 30 metri, questa frattura era già marcata prima dell'eruzione; un'altra frattura è situata sempre sulla parte sudoccidentale che scende sempre in direzione Est-Ovest (F2 in figura 69) e il prolungamento di tale frattura sembra riunirsi con la bocca eruttiva di quota 3.050 m.s.l.m. come mostrato in figura 69. Da sopraluoghi non è stato accertata l'esistenza di un cono intracraterico costituito dagli ultimi materiali eruttati, e l'elevazione più alta del cono del Cratere di sudest nel versante merdionale è di 3.280 m.s.l.m.



La prima fase dell’eruzione iniziata il 14 Luglio 2006 è finita sempre nello stesso mese aveva modificato il versante orientale del cratere con la formazione di un cono di scorie alla quota di 3.100 m.s.l.m. circa, le maggiori variazioni morfologiche sono avvenute durante la seconda fase, sul lato orientale sia ha la presenza di una frattura che confina con quello che era la depressione orientale, che aveva caratterizzato questo versante prima dell’eruzione, la quale è riempita da colate soprapposte che scendono lungo il fianco dando una forma a “rampa”, come è possibile osservare in figura 69 e 70. Inoltre spostandoci sul versante nordorientale del cratere, in corrispondenza della depressione (“Bocca Secondaria”) alla base vi è un pitcrater (quota 2980 m.s.l.m. circa) allungato in direzione Est-Ovest di circa 108 metri e di 54 metri circa in direzione Nord-Sud (vedi figura 68), a quota 2970 m.s.l.m poco sotto questo pit-crater vi è una frattura con direzione Nord-Sud.
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