Cronologia eruzione etna 2004-2005 Stampa E-mail
Scritto da Simon   

Breve cronologia dell’eruzione 2004 - 2005

Fig.19 - Campo di fratture con degassazione

Giorno 7 Settembre 2004 alle 11:30 si apriva una frattura alla base orientale del Cratere di sudest con direzione N 110° E lunga circa 230 metri, dalla quale fuoriusciva un flusso lavico degassato con un tasso di effusione molto basso stimato intorno a 0.5 m3/s, il flusso scorreva in direzione Valle del Bove.
In questo periodo si evidenziava un intenso degassamento alla fessura eruttiva del 2002 tra quota 2.400 e 2.600 m.s.l.m., lungo il rift di NE fra quota 1.900 m.s.l.m. e la base del Cratere di nordest, anche la fessura in Valle del Leone era sede di degassamento.
Il campo di fratture era in continua espansione fino all’apertura giorno 10 Settembre di una nuova bocca effusiva a quota 2.620 m.s.l.m. ad est di Serra Giannicola Piccola, in questa bocca non vi era nessuna attività esplosiva se non sporadiche esplosioni freatiche, la lava usciva degassata con un tasso di effusione di circa 3 m3/s e un canale di scorrimento lavico dettato dalla morfologia.
Giorno 12 Settembre la bocca di quota 2.620 m.s.l.m era caratterizzata anche da attività di “spattering” la quale costruì un “ hornito “alto circa 5 metri. Giorno 13 Settembre il campo di frattura si propagava ancora in direzione Sud- Est sino a quota 2.350 m.s.l.m. ove sulla parete Ovest della Valle del Bove si apre una nuova bocca effusiva con un flusso lavico che si  accosta a Serra Giannicola Grande.
Fig.20 - a: fessura effusiva di quota 2.620 m.s.l.m. sulla parete Ovest della Valle del Bove 12/09/04; b: a sinistra nuova fessura effusiva di quota 2.350 m.s.l.m. 13/09/04.
Giorno 15 Settembre si apriva una bocca lungo la frattura N40°O caratterizzata da sola emissione di gas con qualche raro frammento di materiale in prossimità della bocca stessa, aveva un diametro inizialmente di circa 1 metro, caratterizzata anche da depositi sulfurei, e il suo diametro si andava ampliando. Rimaneva invece invariata la degassazione ai crateri sommitali ed intense erano le fumarole localizzate sull’orlo sud orientale del Cratere di sudest ove vi erano delle fratture, il 31/10/2004 si manifestò un collasso di parte dell’orlo orientale del Cratere di sudest. Nei giorni 16 e 17 Novembre veniva emessa cenere dal Cratere di sudest che è stata dispersa lungo il tratto che unisce il Cratere di sudest ai crateri dell’eruzione 2002-2003, la cenere era costituita da materiale vecchio ed era attribuita ai fenomeni di crollo iniziati già alla fine di Ottobre e interessavano il fianco orientale del cono del Cratere di sudest. I flussi lavici delle due fessure erano ancora alimentati nei primi giorni di Gennaio 2005 e formavano un campo lavico complesso che si estendeva sino ai Monti Centenari.
L’8 Gennaio 2005 si verificavano ancora emissioni di cenere che era attribuita a fenomeni di crollo localizzati all’interno del Cratere di sudest.
Il 18 Gennaio iniziava una tracimazione localizzata nella parte medio alta della frattura in prossimità di Serra Giannicola Piccola la colata si sovrappone alla neve il flusso era molto lento e si arrestò l’indomani, quando si aprirono delle bocche effimere alla base della parete Ovest della Valle del Bove il 22 Gennaio un’altra tracimazione veniva osservata 50 metri più a valle, questa volta il flusso lavico diviso in due bracci era molto più vigoroso raggiungeva quota 2.000 m.s.l.m. giorno 24.Fig.21 - Hornito formatosi grazie all’attività di spattering a quota 2.620 m.s.l.m.
Fig. 22 - Emissione di cenere, vista da catania, causata da crolli intracraterici al Cratere di sudest il 18/02/05Il 27 Gennaio nel primo pomeriggio una nuova emissione di cenere che aveva come punto di origine il Cratere di sudest, l’evento era di intensità maggiore rispetto ai precedenti il fenomeno perdurava per circa due ore, altro fenomeno simile, ma di minore intensità, si verificava il 31 Gennaio tra le 06:00 e le 09:00, il fenomeno di emissione di cenere sempre attribuibile a fenomeni di crollo (poiché la cenere era costituita da materiale vecchio) riprendeva giorno 01 Febbraio. Gli eventi di emissione di cenere continuarono a verificarsi giorno 16 Febbraio con due episodi uno dalle 05:20 alle 07:00 l’altro dalle 07:40 alle 08:30 i depositi di cenere sul versante medio alto erano facilmente riconoscibili grazie alla presenza del manto nevoso, l’emissione di cenere continuava a ripetersi anche nei giorni successivi tale emissione era innescata dal crollo sul versante orientale del cono di tre zone.L’attività del “pozzo degassante di quota 2.850 m.s.l.m.” continuava con emissione di gas ad elevata temperatura e l’orlo era ricoperto di sublimati.
Fig.23 - a:fianco sud orientale del Cratere di sudest, in evidenza la depressione iniziatasi a formare nel 2004; b: particolare di una possibile zona di sprofondamento
L’eruzione era ormai giunta alla conclusione in quel periodo dal 17 Febbraio si ripetevano dei nuovi trabocchi di lava, i flussi lavici delle bocche effimere di quota 1.700 m.s.l.m. rimanevano fermi a quota 1.600 m.s.l.m confinati quindi all’interno del serbatoio naturale della Valle del Bove. Ancora nuova emissione di cenere dal Cratere di sudest era stata osservata giorno 24 Febbraio la quale formava un pennacchio diretto verso est, situazione che si ripete il 03 Marzo per un arco di tempo che va dalle ore 06:00 fino alle 13:00 (GMT). Le tracimazione che si sono verificate nei mesi di Gennaio e Febbraio erano legate a ostruzione dei tunnel lavici.
Fig.24 - a: attività fumarolica localizzata lungo la frattura 2001 e sull’orlo del CSE; b: particolare della sommità Sud-Est del Cratere di sudestL’attività effusiva si esaurisce l’8 Marzo dopo un brusco decremento del tremore vulcanico che si riporta su valori pre-eruzione.