Cronologia eruzione etna 2002-2003 Stampa E-mail
Scritto da Simon   

Breve cronologia dell’eruzione 2002 - 2003

 

Nel periodo compreso dall’8 Gennaio ed il 21 Gennaio non è stata osservata nessuna particolare attività al Cratere di sudest il quale manifestava solo una debole attività fumarolica nella parte alta, mentre la Bocca Nuova venivano osservati sbuffi di gas che sembravano aumentare di intensità, vi erano anche rari sbuffi dalla Voragine.(comunicato: M.Pompilio,M.Coltelli)L’attività fumarolica dell’orlo occidentale del Cratere di sudest continuava sino al 3 Febbraio in modo discontinuo, rimaneva intensa l’emissione di gas dai due crateri interni alla Bocca Nuova(comunicato:Raffaele Azzaro). Il 4 Febbraio si continuava a persistere la debole attività fumarolica del Cratere di sudest, l’orlo del cratere nel settore ESE era più basso e tendeva ad allargarsi, ciò era dovuto ai crolli, grazie alla presenza della neve si delineavano meglio le fratture che tagliano il cono a Sud e Nord (Bollettini INGV-CT, L.Lodato e M.Neri). L’attività del Cratere di sudest continuava sino a quando non si verifica anche emissione di cenere dovuta ad un crollo intracraterico avvenuto giorno 6/02/02 alle ore 05:47 (Bollettini INGV-CT, Luigi Lodato).
Fig.16 - Immagine termica della frattura meridionale del Cratere di sudest interessata da attività effusiva nel periodo eruttivo 2001 (INGV 14/03/02)
Dal 4 Marzo continua ancora l’attività fumarolica del Cratere di sudest la quale è ben evidenziata giorno 4 e 9 Marzo (Bollettini ING-CT, Daniele Andronico). Da misura effettuate mediante FTIR in data 29 Marzo 2002 dall’INGV-CT si ottengono i rapporti SO2/HCl e SO2/HF che erano rispettivamente 6.8 e 32.9 e si riferivano al plume formato dal Cratere di nordest e Bocca Nuova, questi dati indicavano forti disequilibri tra bolle di gas ed il magma, vi era quindi la possibilità di risalita di magma. (Bollettini INGVCT, D.Andronico, M.Burton, F.Murè).
A Giugno il Cratere di sudest rimaneva sempre ostruito e caratterizzato sempre dalla presenza di fumarole sull’orlo craterico e anche sulle fratture Sud eNord del cono. Nel mese di Agosto fu rilevato un campo di fratture in area sommitale, evidenziato da attività fumarolica, con fratture larghe circa 1 metro e profonde circa 2 metri avente direzione N-S che seguiva l’andamento dell’orlo del Cratere di nordest e della Voragine, superato l’orlo Est il sistema di fratture era più ampio arrivando sino al Cratere di sudest, alla base di quest’ultimo in corrispondenza della frattura apertasi il 4 Febbraio era presente un campo di fratture. A fine Agosto l’interno del Cratere di sudest era interessato da una debole attività di degassazione, mediante le immagine della telecamera termica sono state rilevate delle fratture di 0.5 m con anomalie termiche di 229°C (Bollettini INGV-CT,). Il 6 Settembre subentrava un intensa attività stromboliana al Cratere di nordest che durò sino a giorno 12 Settembre, seguendo il Cratere di nordest e la Bocca Nuova erano caratterizzati da emissione di cenere mentre i restanti due Cratere di sudest e Voragine erano caratterizzati da sola degassazione, questa attività durava sino alla fine di Settembre in modo discontinuo. Il 2 di Ottobre si manifestava per la durata di 2 ore un’attività stromboliana profonda alla Bocca Nuova con forti detonazioni ed espulsioni di cenere marrone scura. Il Cratere di sudest in questo periodo continuava ad gli altri crateri erano anch’essi caratterizzati da un intenso degassamento più marcato al Cratere
di nordest.
Alle 22:25 del 25 Ottobre ha inizio così l’eruzione 2002-2003 che non vede partecipe il Cratere di sudest.Fig.16bis - a:orlo Cratere di sudest; b:anomalie termiche all’interno del cratere (INGV-CT 02/09/
Il 27 Ottobre la colata lavica emessa dalla fessura eruttiva lungo il rift di NE in prossimità dei crateri Umberto e Margherita quota 2.150 m.s.l.m. arrivava sino a quota 1.570 m.s.l.m. tagliando la strada mareneve. Caratteristica importante di questa eruzione è stata l’enorme quantità di cenere dispersa nell’atmosfera soprattutto dalla frattura meridionale che va da quota 2.750 a 2.600 m.s.l.m. (come quella del 2001).
Altra caratteristica importante, il verificarsi di vari terremoti il 29/10/2002 nel settore orientale del vulcano, i quali si sono originati dalla riattivazione di strutture tettoniche causate dal dinamismo del vulcano. La caratteristica di tali eventi sismici è la bassa profondità ipocentrale cosi da andare a colpire zone limitate. Gli eventi più energetici si verificarono nel segmento occidentale della faglia Pernicana dove è stata registrata una Mmax= 4.2, questi eventi hanno preceduto ed accompagnato la fase eruttiva, distruggendo le strutture turistiche di Piano Provenzana che poi successivamente furono invase dalla colata lavica ; il movimento della Pernicana con rigetti verticali di 25 cm e orizzontali di 10 cm (misurati lungo il segmento centrale ed orientale) aveva determinato una variazione del campo degli sforzi che agiva sul vulcano, determinando così la riattivazione, delle strutture tettoniche presenti sul versante orientale del Monte Etna.
L’attività eruttiva della frattura meridionale consisteva in esplosioni con lancio di materiale grossolano, nelle vicinanze della frattura stessa, emissione di cenere e attività stromboliana che si evolveva in fontane di lava per poi ridursi ad attività stromboliana. L’eruzione proseguiva ancora giorno 10 Dicembre, però il versante maggiormente interessato era quello meridionale, venivano osservate esplosioni sincrone dei coni di quota 2.800 e 2.750 m.s.l.m. e sin dal giorno 9 Dicembre veniva prodotto un flusso lavico attraverso una fessura nella parte sud delcono di quota 2.750 m.s.l.m. e si poteva osservare un intensa attività di spattering che costruì degli hornito.

Fig.18 - a:Espulsione di blocchi e cenere dalla frattura di quota 2.750 m.s.l.m.; b:attività esplosiva bocche di quota 2.750 m.s.l.m.


Ancora a metà Dicembre l’attività dei coni di quota 2.800 e 2.750 m.s.l.m. era molto variabile, passando da attività di fontana di lava con espulsione di cenere ad attività stromboliana senza nessuna emissione di cenere. L’attività eruttiva andò sempre diminuendo sino ad esaurirsi il 29 Gennaio quando si è registrato anche un abbassamento del tremore vulcanico e la concentrazione dell’SO2 raggiungeva il valore più basso di tutto l’evento eruttivo 2002-2003. La rimanente attività eruttiva consisteva di solo degassamento localizzato alle bocche sommitali, più intenso al Cratere di nordest, modesto alla Voragine e Bocca Nuova mentre particolarmente attive erano le fumarole localizzate sull’orlo del Cratere di sudest nei giorni 16, 18, 19 Aprile 2003.
L’attività fumarolica al Cratere di sudest permaneva per tutto il 2003 e continuava per il 2004, con la neve viene evidenziata ulteriormente la frattura che taglia in due il Cratere di sudest la quale continuava ad essere sede di fumarole, e nel mese di Maggio inizia ad essere interessato l’orlo sud-orientale del cono del Cratere di sudest. Erano vistose le emissioni di vapore, nel periodo invernale dell’anno 2004 , lungo la parete di separazione tra la Bocca Nuova e la Voragine. A Giugno del 2004 l’attività sembra essere concentrata maggiormente al Cratere di nordest ove si aveva un intenso degassamento, al Cratere di sudest invece le fumarole concentrate sul settore orientale evidenziano delle fratture localizzate in prossimità dell’orlo craterico.