Cronologia eruzione etna 2001 Stampa E-mail
Scritto da Simon   

Breve cronologia dell’eruzione 2001

 

Fig.13 - Attività sudestino 16 Aprile 2000, (Foto: Jean Pierre Kloster)L’eruzione 2001 coinvolge anche il Cratere di sudest è stata preavvisata da uno sciame sismico dovuto essenzialmente alla fratturazione della roccia causata dalla risalita un dicco eccentrico. Lo sciame sismico inizia all’incirca il 12 Luglio già giorno 15 Luglio si contavano 2200 eventi sismici che si erano manifestati sempre nella medesima zona ad eccezione di un evento di magnitudo 3.2 alle ore 11 localizzato 5 km a Nord-Est di Adrano ed un evento di M 3 localizzato a 4 km di profondità a Linguaglossa. Invece si attestava su valori stazionari il tremore vulcanico, mentre si esauriva l’alimentazione delle colate laviche emesse dalle bocca secondaria settentrionale del Cratere di sudest.

Alle ore 24:00 del 17 Luglio veniva comunicato che dalla frattura che si era originata nel pomeriggio dello stesso giorno si manifestava fuoriuscita di lava accompagnata da attività stromboliana.

Alle 02:20 si era registrata una scossa sismica di Md = 2.7 localizzata in prossimità dei Monti Calcarazzi ad una profondità di 1.5 Km il che aveva dato origine ad una bocca eruttiva da cui iniziava a fuoriscire una flusso lavico accompagnato da attività di spattering, impostata ad una quota di 2.100 m.s.l.m. localizzata proprio sull’epicentro dell’evento sismico.

Giorno 18 il flusso lavico continuerà a fuoriuscire tagliando la strada provinciale sp92 con una velocità di 150 m/h raggiungendo quota 1.800 m.s.l.m., nella parta alta della frattura invece si verificano esplosioni vulcaniane con emissione di cenere bruno-nerastra e si verificava un espansione verso nord della stessa.

In corrispondenza di questa nuova attività si notava un calo dell’attività della frattura in prossimità di Torre del Filosofo. Il 19 Luglio la colata di quota 2.100 che fuoriusciva dalla parte bassa della frattura aveva raggiunto con una velocità che era diminuità a 45 m/h la quota di 1.430 m.s.l.m. in prossimità di Monte Gemellaro. Nel contempo l’attività eruttiva delle bocche effusive impostate a quota 2.700 m.s.l.m. da origine ad un secondo flusso lavico che si dirigeva in direzione sud raggiungendo quota 2.400 m.s.l.m., mentre dalle bocche di quota 2.950 m.s.l.m fuoriusciva lava che formava un flusso lavico debolmente alimentato e diretto verso sud-est in prossimità del Belvedere 2.760 m.s.l.m. riversandosi nella Valle del Bove. A monte della frattura più bassa si verificavano forti esplosioni freato magmatiche.
A partire dal giorno dopo 20 Luglio l’attività della bocca a nord della montagnola e quella del Cratere di sudest era caratterizzata da emissione di grossi nubi carichi di cenere scura. La colata aveva raggiunto quota 1.300 m.s.l.m. in prossimità di M.te Ardicazzi, mentre iniziava un attività di fontane di lava alla frattura di quota 2.100, l’attività invece del Cratere di sudest era caratterizzata dalla sola continua emissione di cenere.
Nel pomeriggio dello stesso giorno si apre una frattura eruttiva in Valle del Leone con orientazione N45°E caratterizzata da attività di spattering con emissione di lava rimaste nelle vicinanze della frattura. Giorno 22 Luglio la colata della frattura impostata in Valle del Leone ad una quota di 2800 m.s.l.m. si dirigeva verso Monte Rittman, mentre continuava sempre l’emissione di lava dalla bocca di quota 2.950 m.s.l.m. che si riversava in Valle del Bove, invece dalla bocca eruttiva di quota 2.700 m.s.l.m. la colata raggiungeva quota 2.070 m continuava in modo continuo l’attività freato-magmatica del cratere a pozzo insieme all’attività di fontane di lava che raggiungevano l’altezza di 100 metri dalla bocca di quota 2.100, mentre la parte più alta della frattura era caratterizzata da attività freato-magmatica. La colata lavica raggiungeva quota 1.060 m.s.l.m in prossimità di M.te Rinazzi con una velocità di 50 m/h. Giorno 23 Luglio la frattura alla base settentrionale del Cratere di sudest si espandeva sino in Valle del Leone ed era caratterizzata da due punti di emissione uno alla base con lava a bassa velocità che si arrestava in prossimità dello stesso l’altro in Valle del Leone con una colata diretta verso est sino a quasi raggiungere Monte Simone.Fig. 14 - Frattura di quota 2.100 m.s.l.m.
Il fianco meridionale del cono del Cratere sudest presenta una frattura ma non effusiva bensì era caratterizzata da emissione di cenere bruna, sommandosi alle emissioni di cenere del cratere posto a nord della Montagnola che prosegue inoltre con l’attività freato magmatica  ove si osservavano anche getti di lava insieme ai blocchi litici di varie dimensioni. Invece sul fianco est in corrispondenza delle fratture del 1999 si formava una voragine con un flusso lavico diretto in Valle del Bove.
Il flusso lavico di quota 2.700 m.s.l.m. arrivava a quota 2.030 m.s.l.m. circa 300 metri da Rifugio Sapienza, mentre la colata di quota 2.100 m.s.l.m. raggiungeva quota 1.055 m.s.l.m. e l’attività stromboliana era in diminuzione, mentre continuava l’attività di espulsione di cenere nella parte alta della stessa.
Giorno 24 Luglio l’attività eruttiva consisteva in un rallentamento dalla colate emessa dalla frattura tra il Cratere di nordest e sudest, sia anche di quello di quota 2.800 m.s.l.m. nella Valle del Leone e sia anche della bocca effusiva di quota 2.700 m.s.l.m. Invece a quota 2.800 m.s.l.m. sul versante sud si formava un cono grazie all’attività stromboliana i cui prodotti raggiungevano un altezza di 100 metri. Il cratere a pozzo era caratterizzato da attività stromboliana che evolveva ad intervalli a fontane di lava, continuava invece l’attività freato magmatica a monte della bocca di quota 2.100 m.s.l.m. La colata invece emessa da questa bocca di divideva in due rami il ramo più avanzato aveva raggiunto quota 1.048 m.s.l.m.
Il Cratere di sudest invece continua in maniera minore ad emettere cenere.

Il 25 Luglio continuava ad essere alimentata la colata della frattura eruttiva alla base di Valle del Leone diretta sempre verso Monte Simone, mentre sul fianco sud del Cratere di sudest alla base nord-est dello stesso si osservava un flusso lavico diretto a nord-est mentre continuava l’alimentazione della colata lavica della bocca effusiva di 2.900 m.s.l.m a sud del Cratere di sudest la quale era diretta verso Serra Giannicola Piccola.
Nella frattura di quota 2.700 m.s.l.m. invece si osservavano solo deboli esplosioni e degassamento. Nella giornata del 26 Luglio la situazione eruttiva rimane del tutto simile al giorno precedente ad eccezione dei due coni di scorie posti a nord della Montagnola a quota 2.550 ove alle 24:00 sono state caratterizzati da un trabocco lavico con lava molto fluida che alle 11:00 aveva raggiunto quota 1.950 m.s.l.m. a 100 metri di distanza dal ristorante Esagonal.
Il 27 Luglio, la bocca posta alla base meridionale del cono del Cratere sudest a quota 2.900 m.s.l.m. era caratterizzata da una debole attività stromboliana, la bocca di quota 2.700 m.s.l.m. non era più attiva.
L’attività invece localizzata alla bocca di quota 2.550 m.s.l.m. aveva formato un cono di scorie con l’attivtà stromboliana e lancio di brandelli lavici che raggiungevano un altezza di 300 metri dall’orlo craterico, mentre continuava a fuoriuscire lava dalla parte sud di questo nuovo cono che alimenta il flusso lavico che il giorno prima aveva raggiunto il Piazzale Sapienza.
Continuava sempre a fuoriuscire lava dalla parte bassa della bocca di quota 2.100 che alimentava un flusso lavico che si sovrapponeva ai precedenti ed il fronte più avanzato era localizzato a quota 1.400 m.s.l.m. in prossimità di Monte Gemellaro, mentre il tratto di colata compreso tra quota 1.400 m.s.l.m. a 1.030 m.s.l.m. era inattivo.
Giorno 28 Luglio continuava in maniera intensa l’attività esplosiva localizzata al cratere di quota 2.550 m.s.l.m. e la bocca a monte del cono di quota 2.100. Le colate attive sono quella originata in Valle del Leone e quella alla base del Cratere di sudest quota 2.900 m.s.l.m.
La fessura eruttiva di quota 2.550 m.s.l.m. alimentava 3 flussi lavici: uno quali si dirigeva al piazzale Sapienza, un secondo si dirigeva nel canalone della Montagnola dividendosi in due bracci ed un terzo flusso che emergeva nella parte settentrionale del nuovo cono.
I flussi lavici che traboccavano dalla frattura di quota 2.100 rimangono fermi rispettivamente a quota 1.035 m.s.l.m e l’ultimo quello che si sovrapponeva rimaneva fermo a quota 1.180 m.s.l.m. Il 29 Luglio rimangono attive ancora le colate delle fessure Nord e Sud alla base del Cratere di sudest, rimaneva attiva la colata in Valle del Leone insieme alla colata di quota 2.700 m.s.l.m. la quale si dirigeva verso Sud-Ovest percorrendo 2 Km in direzione Monte Nero. Rimaneva pressoché stazionaria la situazione ai fronti lavici alle quote basse.
Giorno 30 Luglio si notava un calo di attività esplosiva al cratere di quota 2.550 m.s.l.m. mentre forti boati e emissioni di cenere erano caratteristici della bocca a monte di 2.100 m.s.l.m. Le colate laviche ferme erano quelle in Valle del Leone, mentre rimaneva attiva la colata che da quota 2.700 m.s.l.m. si dirigeva a Monte Nero.
Rimaneva attivo anche uno dei tre flussi emessi dal cratere di quota 2.550 m.s.l.m. in particolare la colata lavica diretta nell’area del Rifugio Sapienza. Tutti gli altri fronti rimangono fermi ad eccezione del fronte lavico che si origina da quota 2.100 m.s.l.m. e che si sovrappone ai precedenti raggiungendo quota 1.060 m.s.l.m.
Giorno 01 Agosto, si esaurisce l’attività della frattura sul fianco Nord del Cratere di sudest, mentre si manifestano delle emissioni di cenere dalla sommità del Cratere di sudest e dal nuovo cono di quota 2.550 m.s.l.m. ed anche dalla parte alta della frattura di quota 2.100 m.s.l.m. mentre la parte bassa era caratterizzata da una debole attività esplosiva rispetto a quella manifestatosi nei precedenti giorni. Per quanto riguarda la situazione dei flussi lavici;
continuava con un lento movimento in direzione sud il fronte della colata 2.950 m.s.l.m. ( in direzione Belvedere), anche la colata di quota 2.700 m.s.l.m. era attiva ma debolmente alimentata, i fronti si trovavano localizzati in prossimità di Monte Nero.
Un altro flusso attivo era quello emesso dalla frattura Nord-Sud alla base sud-orientale del cono di quota 2.550 m.s.l.m che si riversava nella Valle del Bove costeggiando la Serra Cuvigghiuni, un altro flusso invece emesso dalla base nord orientale arrivava solo al ciglio della Valle del Bove. I fronti attivi della colata emessa dalla bocca di quota 2.100 m.s.l.m si sovrappongono ai precedenti e rimangono comunque arretrati di 1 km rispetto ad essi ormai inattivi, quindi erano localizzati a quota 1.080 m.s.l.m.
Giorno 2 Agosto ormai l’eruzione era in fase di conclusione, le attività eruttive più significative erano: la colata emessa dalla frattura di quota 2.700 m.s.l.m., l’attività del cratere di quota 2.550 m.s.l.m. definito informalmente “Cratere Laghetto” che non produceva più flussi lavici ma bensi solo emissioni di cenere che formavano una colonna alta circa 1 km. Le bocche di quota 2.100 m.s.l.m. invece erano caratterizzate da attività esplosiva intensa con lanci che arrivavano sino a 10 metri mentre quella a monte caratterizzata da emissione di cenere. I fronti attivi della colata di quota 2.100 si sovrapponevano ai flussi precedenti formando un campo di lava complesso, i fronti più avanzati erano localizzati ad una quota di 1.100 m.s.l.m. in prossimità di M.te Rinazzi, i fronti non avevano subito variazioni sostanziali rispetto ai precedenti giorni per cui l’avanzamento era dovuto sostanzialmente all’effetto di drenaggio dei canali a monte. Giorno 3 Agosto 2001 la restante attività eruttiva rimaneva concentrata alle fratture di quota 2.700 m.s.l.m. al Cratere laghetto e alle bocche di quota 2100 m.s.l.m. Al Cratere laghetto si verificavano emissioni di cenere che formavano una colonna eruttiva sostenuta alta circa 2 km. Mentre caratterizzata da un intensa attività esplosiva era la bocca di quota 2.100 m.s.l.m. sempre con lanci di materiale con altezze massime di 10 metri, continuavano le emissioni di cenere a monte di tale bocca. Da quota 1.500 m.s.l.m. il flusso emesso dalla bocca di quota 2.100 m.s.l.m. scorreva ingrottato venendo in superficie attraverso due bocche effimere poste a quota 1.470 -1.460 m.s.l.m. da quest’ultima alimenta una lingua i cui fronti hanno raggiunto Monte Grosso. Giorno 4 Agosto l’eruzione era rappresentata ancora dall’attività del Cratere laghetto attraverso esplosioni si succedevano and intervalli elevati, mentre la bocca di quota 2.100 m.s.l.m. era caratterizzata da una moderata e discontinua attività esplosiva e la bocca più a monte continua con l’emissione di cenere, ma in maniera minore rispetto ai precedenti giorni.Fig.15 - Attività stromboliana finale della bocca di quota 2.100 m.s.l.m.
Rimaneva attiva ancora la colata di quota 2.700 m.s.l.m., che però risultavano essere debolmente alimentati i fronti che erano localizzati nelle vicinanze di Monte Nero, dall’attività effusiva delle bocche di 2.100 m.s.l.m. non si notavano particolari evoluzioni.
Giorno 5 Agosto continuava ancora l’attività esplosiva del Cratere laghetto in cui si verificavano esplosioni con una frequenza dell’ordine di circa 3 minuti il materiale raggiungeva altezze di 200 m al di sopra dell’orlo craterico e l’emissione di cenere costituiva una colonna sostenuta di 1 km. L’attività della bocca di quota 2.100 m.s.l.m. andava via via esaurendosi con circa 10 lanci l’ora di bassa energia la stessa diminuzione si verificava nella bocca più a monte. La colata di quota 2.700 m.s.l.m. era scarsamente alimentata e raggiungeva con difficoltà quota 1.940 m.s.l.m. Il fenomeno eruttivo cambia di poco giorno 07 Agosto quando riprendeva una debole emissione di cenere dalla Bocca Nuova e dal Cratere di sudest.
Continuava a diminuire l’attività eruttiva localizzata alla frattura di quota 2.100 m.s.l.m. anche se dalla bocca più bassa fuoriuscivano due flussi lavici che si muovevano molto lentamente.
Continuava ad essere attiva anche l’attività effusiva della frattura di quota 2.700 m.s.l.m., il fronte attivo era localizzato a quota 2.400 m.sl.m.
Giorno 12 Agosto si esauriva il fenomeno eruttivo, alle bocche eruttive si manifestava solo emissione di gas a bassa temperatura inferiore ai 100° C. Ancora calde apparivano le colate e in leggero movimento la colata della frattura di quota 2.100 m.s.l.m.
A partire da Settembre l’attività era di sola emissione gassosa più densa al Cratere di nordest meno alla Bocca Nuova.
I nuovi coni che si sono formati emettono gli ultimi gas ma senza che essi riprendevano un ulteriore attività eruttiva. Sino al Gennaio del 2002 si aveva un’attività fumarolica sull’orlo occidentale del Cratere di sudest ed un’attività di degassazione alla Bocca Nuova.