Cronaca dell'ennesimo evento Etneo
Eruzione luglio 2001

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Dopo un lungo periodo in cui abbiamo visto protagonista il cratere di S-E, che dal 1997 ha regalato magnifiche esplosioni che hanno catturato l'attenzione di molti turisti ed appassionati , l'area sommitale subisce con l'evolversi della normale attività vulcanica delle modificazioni a cominciare dal 4 febbraio 1999, con l'entusiasmante attività parossistica del cratere di S-E, con alla base una attività effusiva che non destò nessuna preoccupazione per i centri abitati etnei. Si sviluppò una frattura lungo il versante meridionale del cratere di S-E. Un'altra attività parossistica simile si ebbe il 4 settembre 1999 dove si sviluppa una colata che partiva dalla base del CSE e si dirigeva verso il grande serbatoio naturale della Valle del Bove.

L'attività nei crateri sommatali continua, il 28 ottobre un'altra colata scende in direzione Ovest verso Bronte, tagliando la pista forestale in prossimità di Monte Nunziata, nessuna preoccupazione si ferma dopo un giorno a 10 Km da Bronte.Altre attività si succedettero a questa, nel Marzo 2000 si forma un nuovo cono inizialmente molto vivace, che fù battezzato il sudestino perché situato alla base del cratere di S-E.

 

 

 

 

Successivamente nuove colate traboccarono dalla base del cratere di S-E il rifugio Torre del Filosofo situato a quota 2.900 metri venne evacuato, una nuova colata distrusse il bar e danneggia il Rifugio.
A queste attività si alternano fasi di attività esplosive - effusive che videro protagonista il più delle volte il CSE a fasi di tregua di qualche giorno.
Durante questo periodo non c'erano pericoli di minaccia per i centri abitati, perché tutte le colate che si riversavano nella Valle del Bove.

 

Nel Maggio 2001 si formò una nuova bocca sul versante Nord del CSE che diede origine ad attività effusive, che non durò molto.
Il 12/07/2001 si avvertono i primi terremoti, i primi di una lunga serie con frequenza maggiore sul versante sud dell'Etna.
Lo sciame sismico contava più di 2000 sismi, niente da fare, il magma cerca una via d'uscita.
Ormai siamo alle porte dell'eruzione, giorno 17/07/2001 ne abbiamo la conferma, si delineò una frattura tra quota 2700-2800 dove si era registrato un' attività esplosiva - effusiva.

 

 

Giorno 18/07/2001 si delinea un'altra frattura a quota 2.100 a nord-ovest dai monti Calcarazzi, anche qui si registra una lieve attività esplosiva - effusiva che in tarda mattinata aumenta raggiungendo una velocità di 150 m/h tagliando il piazzale Sapienza.
Era subito lo stato di allerta, viene evacuato il ristorante la Capannina poiché minacciato da uno dei fronti lavici che cercano di incanalarsi e seguire la massima pendenza.
Dopo un giorno il fronte lavico che parte da quota 2.100 ormai incanalato arrivò a quota 1.450 in prossimità di M.te Gemellaro.
La colata che parte da quota 2.700 comincia ad affacciarsi sul canalone a quota 2.400.
Un'altra colata parte dalle bocche di quota 2.950 e si riversa nella Valle del Bove.
Nello stesso giorno comincia l'attività freato - magmatica del cratere formatosi a nord della Montagnola, il famoso e tanto temuto Cratere Laghetto, responsabile dell'emissioni di cenere, nelle fasi iniziali dà origine ad una colata scarsamente alimentata ed una forte emissione di cenere che provocò molti disaggi.
Nel frattempo il fronte lavico che parte dalle bocche di quota 2.100 adesso avanza con una velocità di 45 m/h, data la poca pendenza rispetto ai primi tratti percorsi ed arriva a quota 1060 in prossimità dei M.ti Rinazzi, sostanzialmente questa colata non subisce molte variazioni poiché avanza molto Sono passati 6 giorni dall'inizio dell'eruzione, una nuova colata che parte da quota 2.700 minaccia la zona del Rifugio Sapienza. Il cratere laghetto continua la sua attività freato-magmatica con intensi boati e creando non pochi disaggi all'aeroporto di Catania a causa delle ceneri.
Nella serata del 26 luglio 2001 da origine ad una nuova colata che avanzando con una velocità di 150 m/h raggiunge il piazzale Sapienza danneggiando le strutture della funivia dell'Etna, questa nuova colata si affianca alla colata emessa dalle bocche di 2100, subito in allerta gli operatori turistici che evacuano i negozietti di souvenir, la colata arrivò sino a quota 1700.
Nei prodotti vulcanici emessi viene rintracciato per la prima volta dopo 15.000 anni di attività dell'Etna un anfibolo che cristallizza ad elevate pressioni, da ciò si deduce che il magma proveniva da elevate profondità; da qui vengono ipotizzate numerose teorie come quella di alcuni vulcanologi francesi che pubblicarono su nature che ipotizzava un cambiamento in "peggio" dell'attività vulcanica. Ciò viene smentito con accurate osservazioni fatte sia sulle bocche di bassa quota sia su quelle di alta quota. Gli xenoliti materiale piroclastico sono più evidenti nelle bocche a nord e a sud della Montagnola ma ne sono stati localizzate anche a quote più alte 2.700-2.900, quindi l'attività delle varie bocche presentano la stessa tipologia, solo che in quelle a quota più basse il magma riesce ad inglobare meglio le quarziti (rocce sedimentarie che si trovano al di sotto degli strati lavici) e quindi a fornire le condizioni chimico-fisiche necessarie per la cristallizzazione del tanto discusso anfibolo bruno, a quote più elevata tutto ciò si è verificato però in maniera meno evidente poiché lo strato sedimentario su cui poggia l'edificio vulcanico è naturalmente più profondo e non vi è stata nessuna falda che ha reso la lava molto viscosa come è successo a quota 2.100 m.s.l.m.
Già i primi di Agosto l'Etna sembra manifestare i primi sintomi di "stanchezza". L'attività effusiva-esplosiva delle bocche inferiori sembra essere diminuita sino a scomparire dopo alcuni giorni, mentre il cratere laghetto manifesta delle emissioni di cenere e le altre bocche in quota, manifestano soltanto una debole attività effusiva anch'essa.

www.etna2000.com
Grazie per averci seguito, Simone Genovese